D'un tratto nel folto bosco

Non c’era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l’occhio vede e l’orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell’animo e toccare con le dita del pensiero.
Amos Oz


martedì 18 settembre 2012

MORTO CANIZZO A CAUSA DI UN TUMORE AL CERVELLO: "IO UCCISO DALL'URANIO IMPOVERITO" A soli 36 anni, è morto a Catania per un tumore al cervello. Ha sempre sostenuto di essersi ammalato per aver respirato uranio impoverito in Kosovo



A soli 36 anni, è morto a Catania per un tumore al cervello. Ha sempre sostenuto di essersi  ammalato per aver respirato uranio impoverito in Kosovo
Il marò Salvo Canizzo, 36 anni, è morto a Catania per un tumore al cervello. Il quotidiano La Sicilia racconta la sua storia. Canizzo ha sempre sostenuto di essersi ammalato per aver respirato uranio impoverito mentre era in missione in Kosovo nel 2006. Il marò ha deciso poi di non sottoporsi a chemioterapia, stanco della malattia e di lottare. Congedato nel 2011 dall'esercito, viveva di una pensione minima e per curarsi in Lombardia, terra lontana dalla sua Catania, aveva chiesto l'aiuto dello Stato.

Canizzo disse: "Non posso scegliere come vivere, però posso scegliere come morire: per questo ho deciso di non sottopormi più a chemioterapia. Mi hanno congedato nel 2011 con una pensione di 769 euro al mese, ma 350 li verso alla mia ex moglie per il mantenimento delle nostre figlie e altri 350 li pago di affitto. Come posso vivere? Le istituzioni si passino la mano sulla coscienza, le passerelle dopo le morti servono a poco. Fateci vivere quel che ci resta con dignità".

Salvo ha così raccontato la sua esperienza in Kossovo: "Nel 2000 a Djakovica, in Kosovo ho visto un carro bombardato e con la carrozzeria dissolta. E degli americani, tempo dopo, che con una tuta da astronauta e un autorespiratore, portavano via delle munizioni. Ora so che era per le radiazioni dell'uranio impoverito, ma a quei tempi io e i miei compagni respiravamo quell'aria a pieni polmoni".

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